ANNAMARIA AJMONE

7 > 11 luglio 2020

 

Cosa vuol dire per te abitare uno spazio in un periodo di residenza?
 

Non ho una riposta univoca. Dipende in che momento del processo di ricerca ci troviamo, dalle caratteristiche specifiche dello spazio; una città o nella natura, se siamo con altre persone o soli. Lo spazio e il tempo ci indicano le possibilità ed invisibilmente determinano la routine. 

 

Come definisci lo spazio del tuo lavoro e della tua ricerca? Cosa indagherai in questa occasione?
 

è uno spazio aperto, multiforme, terreno. non è uno spazio sacro, intoccabile, ma uno spazio violabile, radicalmente mutevole.

Questa residenza è una residenza principalmente tecnica, la nostra necessità era quella di prenderci più tempo per dedicarci alla scrittura scenica. Lo spettacolo ha debuttato a Settembre,credo sia passato il giusto tempo per rimetterci mano lì dove sentiamo di poter agire. Inoltre, lo spettacolo deve essere in parte modificato a causa delle nuove leggi covid. "Deve": abbiamo deciso che c'è questo possibilità di trasformazione e, insieme, vogliamo provare. Se questa versione ci convincerà non credo torneremo indietro, mi sembrerebbe un po' strano, no? 

Gli ultimi giorni invece saranno dedicati a studiare meglio il funzionamento delle macchine sonore, c'è una versione di NO RAMA, Il Segreto "non spettacolare" (intendo dire non per il palco), danzata da un performer o più performer, solo con le Rose spinner (macchine sonore rotanti immaginate e create con Francesco Cavaliere). È la forma esplosa dello spettacolo, con maggiore libertà di spazializzazione, ed evoluzione temporale. Sto iniziando anche la scrittura del prossimo lavoro, ad ora vaga come un fantasma tra esperimenti, visioni, ascolti, piano piano... ci sto scivolando dentro.
 

Tre parole per definire cura
 

contatto, presenza, fiducia 

 
 


 

Annamaria Ajmone è danzatrice e coreografa. Al centro della sua ricerca c’è il corpo inteso come materia plasmabile e mutevole capace di trasformare spazi in luoghi creando parallelismi e sovrapposizioni temporali. Si avvale per le proprie produzioni di collaboratori con cui condivide il processo creativo, coinvolgendo così diversi immagini e visioni. 

Come coreografa, ha presentato i propri lavori in numerosi festival di danza, teatro e performing art, musei, gallerie d’arte e spazi atipici. Come danzatrice, ha lavorato con Alias Compagnie, Ariella Vidach, Daniele Ninarello, Santasangre, Cristina Kristal Rizzo, Mithkal Alzghair, Moritz Ostruschnjak. Collabora con diversi artisti su progetti di varia natura e durata tra cui Caned Icoda, Palm wine, Muta Imago, Strasse, Jacopo Miliani, Francesco Cavaliere, Bienoise, Industria Indipendente. Per Matera capitale della Cultura Europea 2019 cura le coreografie per “Abitare l’Opera, Prologo tra i Sassi / La Cavalleria Rusticana” con la regia di Giorgio Barberio Corsetti.  Per Magliano menswear Fall winter 2020 e per Marni  womanswear Fall Winter  2020/21 è consulente alla coreografica e alla dinamizzazione dello spazio.  Nel 2015 vince il premio Danza&Danza 2015 come “miglior interprete emergente-contemporaneo”. È tra gli organizzatori di Nobody's Business in Italia, piattaforma di scambio di pratiche tra artisti. È attualmente artista associata a Triennale Milano Teatro.

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