GLI EVENTI DI SHORT THEATRE 2019 AL MATTATOIO

www.shorttheatre.org
 

 

dall'8 al 14 settembre | La Pelanda – Zona Esterna | ingresso gratuito

installazione
OHT_Little Fun Palace
Progetto in residenza
 

Una roulotte. Un padiglione piccolo e portatile. Un bar. Un luogo effimero di aggregazione. Un omaggio al Fun Palace, il leggendario progetto dell’architetto Cedric Price e della regista teatrale Joan Littlewood che negli anni sessanta volevano realizzare un’università della strada, un laboratorio del divertimento.
Little Fun Palace è un progetto parassita presentato insieme agli spettacoli di OHT, ma anche svincolato da essi, e al cui interno vengono organizzati incontri, dialoghi, balli e ogni forma di spontaneità possibile. Un progetto che mette a fuoco il momento successivo all’offerta culturale; il momento in cui le idee, le parole e le reazioni delle persone hanno bisogno di spazio per avvenire. Little Fun Palace affronta un vuoto contemporaneo riesumando la raison d’être delle aree pubbliche; quella di forum aperto all’incontro spontaneo fra le persone.
Little Fun Palace mette insieme artisti, filosofi, economisti, scienziati, ingegneri, architetti, sociologi, scrittori, meteorologi, etc. che di volta in volta dialogano su tematiche opportune e urgenti delineate da un advisory-team in collaborazione con l’istituzione ospitante. In modo libero, indipendente e collaborativo, Little Fun Palace esplora ogni sfaccettatura della realtà nei suoi diversi campi di riferimento. Un’indagine seriamente spontanea che affranca l’intelligenza dai cirri dell’intellettualismo.
 


 
8 settembre
Panorama Roma
ore 15.00 | I SESSIONE: Marina Donatone, Andreco, Fabiana Iacozzilli, Stalker | Studio 1
ore 17.30 | II SESSIONE: Malombra, Silvia Rampelli + talk | Teatro 1
 

Panorama Roma è un progetto nato nel 2018 tra le maglie di Short Theatre e che raccoglie l’adesione di altre strutture romane, ad esempio l’Angelo Mai, che ad aprile ha accolto il suo secondo appuntamento. Si tratta di una zona di condivisione, di ricerca e di riflessione nata intorno alle urgenze e alle necessità della comunità artistica romana, nella quale gli artisti e le artiste sono invitate a condividere parte del proprio percorso artistico e del processo in cui si trovano immersi, in relazione anche a tutte le componenti che definiscono le condizioni di produzione e creazione.
Estratti dai propri progetti, materiali di lavoro, elementi di studio: Panorama Roma è il ritrovato luogo in cui aprire la propria pratica al confronto con coloro che appartengono alla comunità artistica cittadina.



 
8 settembre, ore 21.30 | La Pelanda – Teatro 2 | 10€ - 7€ (under 30 - over 60)
teatro
Alessandra Di Lernia
Speranza contro Speranza_Primo Ossame
1h 10′
prima assoluta
 

Una donna in una lunga degenza, un’amica costante presenza al suo fianco, qualche visita. Le due donne sono viste in uno stesso luogo, che potrebbe essere una stanza di ospedale. E il tempo potrebbe essere lo stesso giorno o tanti giorni diversi. Se il luogo è un ospedale, bisognerebbe saper pregare. Se il tempo è l’Adesso occidentale, bisognerebbe saper credere. Due esistenze, due donne, due amiche a confronto, in dialogo. Un tempo interno preme speranza, un tempo esterno – una circostanza, un incidente, uno spazio etico e politico estinto – impone disperazione. Paolo di Tarso ai Romani ricordava l’incrollabile fede di Abramo, che “ebbe fede, sperando contro ogni speranza”; Giorgio Agamben affermava che il pensiero è il coraggio della disperazione. Da questa forbice ispirativa, alternando isteriche atmosfere, parentesi di pura farsa, avvallamenti emotivi, si tenta di descrivere un’umana commedia.
Drammaturga e interprete, Alessandra Di Lernia ha svolto attività di ricerca in ambito islamistico indagando la questione della rappresentazione dell’altro e dell’autorappresentazione. Porta l’eredità dei suoi studi storici nei propri testi teatrali, insieme alle ceneri della sua militanza politica. Con il trittico Attraverso un inverno è inserita nel progetto Fabulamundi_Playwriting Europe (2016). In occasione dello Studio Europèen d’Ecritures pour le théâtre alla Chartreuse_CNES concepisce il testo Qui giacciono le ossa rotte di (2017).
È stata cofondatrice, autrice, interprete della compagnia Clinica Mammut (2012-2015) cui ha affidato alcune scritture allora inedite (col tempo, L’anticamera, del sordo rumore delle dita).
Il 2019 la vede impegnata come interprete nel Gabbiano per la regia di Licia Lanera di debutto autunnale.



 
8 settembre, ore 22.30 | La Pelanda – Zona Esterna | ingresso gratuito
live
Ricardo dias Gomes
 

Rispettato innovatore della scena di Rio De Janeiro già dalla metà degli anni ’90, Ricardo dias Gomes è meglio conosciuto per aver fatto parte della Banda Cê, il trio che Caetano Veloso ha voluto per registrare i suoi acclamati dischi: “Cê” (2006), Zii and Zie (2009) e Abraçaço (2012). Suonare il basso in queste moderne pietre miliari post tropicalia e girare il mondo in tour con Veloso, hanno ispirato Gomes a registrare “-11” il suo album di debutto uscito nel 2015. In “-11” Gomes suona tutti gli strumenti e fa affidamento al suo istinto in termini di direzioni da prendere. La rivista The Wire lo definisce “ruvido e diretto, paragonabile solo a certi album di debutto fortemente personali come quello di Laetita Sadler e Money Mark”. Il Chigago Reader invece scrive: “Un mondo di suoni ermetici e delicati, con ballate introspettive e ambienti dissonanti”. Nel 2018 il suo nuovo mini album “Aa”, uscito in Europa per SDZ records e negli Stati Uniti per Kill Shaman. L’album include inoltre la partecipazione di Arto Lindsay e Moreno Veloso. A ottobre 2019 è prevista l’uscita del nuovo album “The Whole Emptiness” registrato con i newyorkesi Star Rover.



 
9 settembre, ore 20.30 | La Pelanda – Zona Esterna | ingresso gratuito
film
Marie Losier
Cassandro, the Exotico!
1 h 15′
prima nazionale
in inglese con sottotitoli in italiano
 

Dello sgargiante e appariscente mondo di Lucha Libre (nome comune per il wrestling messicano) Cassandro è la star più eccentrica. Lui è il re degli Exòticos, i wrestler gender bender e crossdresser (travestismo) che combattono il pregiudizio tanto quanto le loro controparti in quello sport dominato dal machismo. Nonostante i suoi capelli laccati, il suo mascara e le sue ciglia perfettamente incurvate, Cassandro è un animale da combattimento, un pluripremiato Campione del Mondo, che spinge il suo corpo oltre i limiti. È veramente raro non vederlo, alla fine di un incontro, con il volto coperto di sangue, un gomito slogato o un ginocchio rotto. Comunque, dopo ventisei anni di spin, tuffi e testate sul ring, il corpo di Cassandro è a pezzi e la sua sicurezza vacilla, anche perché sente la pressione un passato particolarmente traumatico. Ma lui proprio non può stare troppo a lungo lontano dalle luci dello spettacolo...
Dopo essersi allenata in gioventù per diventare un’acrobata (ai trapezi, con le sbarre e le parallele), poi come danzatrice contemporanea e di tip-tap, Marie Losier ha studiato letteratura all’università di Nanterre e pittura School of Fine Arts di New York. Ha diretto diversi ritratti avant-garde di registi, musicisti e compositori. Ma è stato con il suo primo lungometraggio, The Ballad of Genesis and Lady Jaye, cha ha raggiunto un pubblico più ampio.
Oggi i suoi film sono portati nei più prestigiosi festival cinematografici (come Berlino, Rotterdam, Tribeca, CPH:DOX, Bafici, Cinéma du Réel, Hors Pistes, etc.) e nei musei di tutto il mondo, come la Tate Modern (Londra), il MOMA (NYC), Centre Pompidou (Parigi) o la French Cinémathèque e la Whitney Biennal (NYC).




9 settembre, ore 22.30 | La Pelanda – Zona esterna | ingresso gratuito
dj set
Lady Maru / Enrico Kybbe / Bob Corsi
Rootsvibes dj set
 

In fuga dalle etichette e dalle definizioni, Lady Maroots, Kybbe e Bob Corsi si incontrano per caso a largo della notte romana, scoprendo di avere in comune la passione per le vecchie tracce raggae e dub. Da quel momento iniziano a costruire la propria Giamaica immaginaria, fatta di dischi rari e good vibes, in cui e circa una volta in mese accolgono tutti i/le nottambul_ di Roma.



 
10 settembre, ore 19.00 | La Pelanda – Teatro 2 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
teatro
Marta Cuscunà
Il canto della caduta
1 h
 

Il canto della caduta prosegue idealmente il discorso iniziato con la Trilogia delle Resistenze femminili e raccoglie un orizzonte di pensiero che continua a tramandarsi nonostante millenni di patriarcato. Il mito di Fanes, infatti, è una antichissima tradizione popolare dei Ladini, una minoranza etnica delle Dolomiti. È un ciclo epico che racconta di un regno pacifico guidato da regine e distrutto dall’inizio di una nuova epoca del dominio e della spada. È il canto nero della caduta nell’orrore della guerra.
Nel saggio Das Reich der Fanes – Eine Tragöedie des Mutterrechts, Kläre French-Wieser sostiene che nell’epos ladino si possono ritrovare tre passaggi importanti dell’umanità:
- Il passaggio dal diritto matrilineare al patriarcato
- Il passaggio da un sistema pacifico a uno belligerante
- Il passaggio dalla cultura totemica (quella dei popoli cacciatori ancora in simbiosi con la natura e che riconoscono nell’animale totem il proprio antenato) alla cultura della miniera e dell’estrazione dalle montagne.
Il mito di Fanes sembra essere il racconto perduto di come eravamo, di quell’alternativa sociale auspicabile per il futuro dell’umanità che viene presentata sempre come un’utopia irrealizzabile. E che invece, forse, è già esistita.
Sulla scena, l’immaginario ancestrale prende vita grazie ai pupazzi e ai corvi meccanici realizzati dalla scenografa Paola Villani. Il processo creativo insieme a Paola e Marco Rogante è durato quasi due anni e si è basato sulla creazione di prototipi che hanno permesso di finalizzare un sistema complesso di leve a cavo, movimentabile dalle mani di un’unica attrice attraverso joystick totalmente meccanici: un progetto artistico che cerca di unire la tradizione del teatro di figura ai principi di animatronica e alla componentistica industriale.
Si segnala la presenza di forti e ripetuti suoni disturbanti e frequenti lampi di luce durante lo spettacolo.



 
10 - 11 settembre, ore 20.00 - 24.00 | Galleria | ingresso gratuito
installazione video
Kader Attia
The Body’s Legacies, Part 2: The Postcolonial Body
42′
in francese con sottotitoli in italiano e in inglese
 

Con il suo film The Body’s Legacies, Part 2: The Postcolonial Body, Kader Attia guarda dentro il concetto di corpo migrante nelle società occidentale ed espone i tratti che gli sono stati attribuiti. Sia che venga considerato come particolarmente forte, che venga sessualizzato o che venga messo sotto controllo in strutture capitaliste abitative di lavoro sociale e pesante, esso appare in quanto rappresentazione dell’ “Altro”, come parte di una narrazione che può risalire ai tempi del colonialismo e della propaganda imperialista. Le interviste a uno studioso, a un attivista e a due operatori del settore culturale in Francia esplorano in quali modi tali idee e valori, radicati nell’ideologia colonialista di secoli fa, sono ancora in gioco addirittura nei paesi e nelle metropoli più progressiste e liberali – almeno apparentemente. Non è solamente il caso del giovane migrante franco-congolese, il quale è stato vittima della violenza della polizia, così come viene mostrato nel film, a rivelare la misura in cui i corpi dei migranti sono ancora assoggettati al controllo attraverso la violenza fisica: essi sono anche perseguitati da strutture astratte che governano parte della nostra vita quotidiana e della percezione della società.



 
10 settembre, ore 20.30 | La Pelanda – Teatro 1
teatro
Sirna/Pol
I Giardini di Kensington. Il litigio | il rifugio | il trasloco
1 h
 

Un soggiorno. Pochi elementi delineano un interno. Un oggetto non identificato aleggia sulla stanza. Due figure gettate nello spazio, con le loro presenze annoiate, sottili, tese, eleganti, dolci e litigiose, vicine e distanti, nell’intimità di non aver nulla da dirsi, fanno i conti con le consuetudini dello starsi accanto.
Lo scorrere di un tempo imprecisato – un giorno, un anno, una vita – apre delle smagliature nella quotidianità; le pose più ovvie del vivere domestico si caricano di elementi inspiegabili e inaspettati.
La stanza si trasforma allora in un insieme di angoli, di miniature intime e riparate; talvolta in una distesa desertica, in cui svaniscono misure e coordinate. La percezione di uno spazio alterato consente l’emergere di un altrove, mentre il modello sociale – binario e normativo – a cui si pensava di aderire traballa ed esplode silenziosamente.



 
10 settembre, ore 21.45 | La Pelanda – Studio 1 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
11 settembre, ore 20.45 | La Pelanda – Studio 1 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
performance
Jaha Koo
Cuckoo
1 h
 

in inglese e in coreano con sovratitoli in italiano e in inglese
Un giorno, nel momento in cui il suo “rice cooker” elettrico (una vaporiera per cucinare il riso) lo informa che il suo pasto è pronto, Jaha Koo fa esperienza di un profondo senso di solitudine. ‘Golibmuwon’ (고립무원) è una parola coreana intraducibile che esprime il sentimento di isolamento disperato che caratterizza le vite di molti giovani nella Corea odierna.
Venti anni fa in Sud Corea è avvenuta una pesante crisi economica, paragonabile al crollo finanziario degli Stati Uniti e dell’Europa Meridionale del 2008. Questa crisi ha avuto un enorme impatto sulla generazione alla quale Jaha Koo appartiene. Lui è stato testimone di diversi problemi endemici tra i quali la disoccupazione giovanile o l’ineguaglianza socio-economica. Il crescente tasso di suicidi, di isolamento, un grave ritiro sociale e una fissazione sull’aspetto fisico sono solo alcuni dei sintomi. Attraverso dialoghi agrodolci e ironici, Jaha e i suoi brillanti rice cooker trasportano lo spettatore in un viaggio negli ultimi vent’anni della storia coreana, intrecciando l’esperienza personale con gli eventi politici e riflessioni sulla felicità, le crisi economiche e la morte.



 
11 settembre, ore 19.30 | La Pelanda – Teatro 2 | Talk Show 2 // Daniele Timpano + Elvira Frosini | € 5
12 settembre, ore 22.30 | La Pelanda – Teatro 1 | Talk Show 3 // Fabrizio Arcuri | € 5
performance / talk
Sotterraneo
Talk Show
1 h
in italiano
 

Questo formato risponde a una esigenza di incontrare altri artisti, di quelli che non solo creano opere ma si fermano anche a domandarsi che senso ha fare questo mestiere al tempo della rivoluzione digitale. Perciò Sotterraneo si mette a sedere intorno a un tavolo con alcuni degli autori più rigorosi del teatro contemporaneo e ne parla, con la dovuta autoironia. Questo avviene in forma pubblica, perché non si dà ‘live art’ senza la Repubblica Democratica degli Spettatori. Un po’ talk ragionato e un po’ show divertito, un’ora di palestra culturale sul teatro, fabulous invalid (per dirla con Orson Welles) che è sempre sul punto di morire e non muore mai.



 
11 settembre, ore 22.00 | La Pelanda – Studio 2 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
12 settembre, ore 19.45 | La Pelanda – Studio 2 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
performance
Samira Elagoz
Cock, Cock... Who's There?
1 h
in inglese con sovratitoli in italiano
sconsigliato ai minori di 16 anni
 

Dopo aver vissuto un’esperienza traumatica di stupro, Samira Elagoz ha sviluppato un personale progetto di ricerca attraversando tre continenti e conducendo uno studio del comportamento dell’uomo – il maschio – nei suoi tentativi di seduzione. Il suo metodo: incontrare sconosciuti contattati su Internet e filmare l’evoluzione della loro relazione. Amicizia, tenerezza, seduzione, mitomania, perdita di orientamento e violenza: Samira Elagoz decostruisce, attraverso gli appuntamenti, la performatività del maschile e i cliché delle relazioni di genere in tutta la loro ambivalenza, cercando di ricostruire il proprio potere di autoderminazione nella relazione con gli uomini.
Oltre ogni retorica e moralismo, Cock, Cock… Who’s There? esamina lo spettro completo delle relazioni uomo-donna dall’intimità alla brutalità, e porta il pubblico in un viaggio personale attraverso il desiderio, il potere della femminilità e dello sguardo femminile in un mondo in cui il virtuale e il reale sono inestricabilmente intrecciati.



 
12 settembre, ore 19.00 | La Pelanda – Galleria | € 7
13 settembre, ore 23.00 | La Pelanda – Galleria | € 7
14 settembre, ore 22.30 | La Pelanda – Galleria | € 7
performance
Motus
Chroma Keys
25′
 

Chroma Keys è una incursione dentro al cinema, nella meraviglia della finzione e dei suoi vecchi “trucchi” stereoscopici. Già da tempo la compagnia si è interessata alla possibilità della comparsa e sparizione repentina di un corpo “alieno” nella scena di un film – alla base degli artifici di tanto cinema delle origini – ma con Chroma Keys si arriva a un sabotaggio sfrontato del frame.
In Chroma viene utilizzato il Green Screen, il semplice fondale fotografico verde/infinito, per accelerare il potere liberatorio e visionario che questa antica tecnica cinematografica presuppone, svelando il meccanismo in maniera performantica e ironica. Silvia Calderoni precipita in un viaggio-trip allucinato dal clima apocalittico, immerso in quella luce da disastro imminente che tanto ricorre nella filmografia di Bela Tarr… Un movimento/immobile che potrebbe continuare all’infinito, attraversando “citazioni” di film che in qualche modo rimandano/trattano/riflettono la sparizione, il senso dell’andare o dell’andarsene, dell’abbandono, ma anche della scoperta. L’atmosfera futuristica e distopica resta ambigua e sospesa: si presuppone un “mondo a venire” o piuttosto, “un mondo a venire senza mondo”, con il profilarsi di un evento che “la fa finita con tutti gli eventi” come in Melancholia di Lars Von Trier? Sta al pubblico completare la sceneggiatura.



 
12 settembre, ore 20.00 e ore 22.00 | La Pelanda – Atelier | € 5
13 settembre, ore 19.30 e ore 21.30 | La Pelanda – Atelier | € 5
performance
Lancelot Hamelin / The Light House Project
Italian Dreams - People of Tor Sapienza
35′
prima nazionale
max 30 spettatori
 

The Light House Project è stato sviluppato da Lancelot Hamelin negli ultimi anni, in cui ha collezionato i sogni e gli incubi di diverse comunità e di città internazionali come il Cairo, Parigi, New York, Nanterre, New Orleans, i quartieri popolari della Francia e di Roma, per documentare una versione contemporanea della condizione psicologica collettiva. Questa proposta offre una prospettiva su diverse società, ognuna delle quali possiede uno specifico punto di vista politico, tanto quanto i rispettivi membri un loro proprio modo di guarirsi reciprocamente. Il progetto è stato sviluppato in residenze artistiche nella regione di Île-de-France, il Teatro Nanterre-Amandiers, l’Accademia di Francia a Roma.
SOGNI ITALIANI – People of Tor Sapienza, è una performance composta di sogni e incubi che sono stati assemblati a Roma durante la residenza di Lancelot Hamelin a Villa Medici nel biennio 2016-2017.
Le interviste che raccolgono i sogni sono state fatte agli abitanti di diversi quartieri, in particolare nell’area periferica e popolare di Tor Sapienza e anche ad alcuni migranti di Galiano, un villaggio in Puglia durante il festival di Capo d’Arte.
Nel luglio del 2019 attraverso un workshop sono state trascrivette le registrazioni fatte nel 2017, per comporne una versione scritta.
Uno slideshow dell’artista visuale Cynthia Charpentreau verrà usato come scenario e sfondo. Le fotografie mostreranno le location relative ai sogni e al romanzo del primo rinascimento, Hypnerotomachia Poliphili: e cioé il giardino di Villa Medici, i Musei Capitolini e il Maam (Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz).



 
12 settembre, ore 21.15 | La Pelanda – Teatro 1 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
13 settembre, ore 20.15 | La Pelanda – Teatro 1 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
performance
Anne Lise Le Gac & Arthur Chambry
DUCTUS MIDI
1 h 10′
in francese con sovratitoli in italiano
 

Cos’è questo dipinto?
Non è un dipinto, è una mappa. E troverai la tua strada al suo interno. Prende vita un “palazzo della memoria”, e ci incontriamo spesso lì. Oltre a tutto il resto, coltiviamo l’oblio. Questo palazzo non ha alcun indirizzo, è più simile a un falò che a una piramide. Può fare luce più o meno in ogni luogo. Puoi toccare la superficie in cui le nostre giostre si intrecciano. Nelle nostre mani, la questione è delicata. Su un terreno dai bordi indefiniti, iniziamo un viaggio che non ha risoluzione.
DUCTUS MIDI reintroduce il principio medievale del “dotto”. Invece di seguire un piano precedentemente definito (che conduce da A a B), questo modo di pensare, leggere e muovere deriva dallo sviluppo e dall’esperienza della traiettoria stessa. Il viaggio non ha un termine fisso e il ritmo reciproco può differire. Attraversiamo le strade di altri due viaggiatori. Sta accadendo un incontro. Vedi dove vai senza anticipare la destinazione finale. Su un terreno instabile, le traiettorie sono storte. Un’abilità può essere una delle conseguenze quando ti adatti ad un ambiente in evoluzione. Come un modo esperto di giocare con una pozzanghera o di ballare con un tuono.



 
12 settembre, ore 23.00 | La Pelanda – Zona esterna
habitat di connessione / serata danzante
Shawala
Fase Vegetativa: Tempora Ignota
 

nasce come contromovimento
contemporaneamente all’esperienza di Bad Peace
e come tale ha già avuto altre forme permeabili di festa musicale Shawala intende snidare le modalità attraverso cui sia possibile prendere le distanze dal reale in atti vibratori di autoaffermazione colletiva dentro itinerari la cui traiettoria è tremula per risvegliare quel fenomeno energistico e non-locale che è la vita
Se è vero che in un sistema lo stato delle singole parti dipende istantaneamente dallo stato delle altre parti presenti eccoci formare insieme un originale groviglio:
vieni a shawalare con noi
per celebrare la rinnovata collaborazione con Short Theatre Shawala si propone come un possibile avamposto per sondare gli abissi imperscrutabili dei nuovi tempora ignota*
questa presa di distanza, questo esonero
dal reale ci invita alla sovraincisione cellulare condivisa
per una disaffiliazione dai violenti automatismi del desiderio
nel tremulo tentativo di risvegliare un istinto
al semplice piacere collettivo
attraverso reti di nuove prossimità
quali anticipazioni di ulteriori consonanze
in forma di alea
ALEA
una fluttuazione, un’irruzione, qualcosa che non ci doveva essere ma c’è
Line up:
Krishna Sutedja in concerto
Steve Pepe + Lucia Guarino \ Danza Moderna
stevepepe.bandcamp.com
Cazzurillo live (Alternative Indie )
cazzurillo.bandcamp.com
Techno Thriller live (Electro Punk)
unknownprecept.bandcamp.com
In occasione di Shawala – Tempora Ignota prende vita Tremula, due itinerari di trasformazione aperti a tutt_ che ci accompagnano fino alla serata Alea



 
13 settembre, ore 19.00 | La Pelanda – Teatro 2 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
14 settembre, ore 20.30 | La Pelanda – Teatro 2 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
teatro
Encyclopédie de la Parole
JUKEBOX_Roma
45′
prima nazionale
in italiano
 

JUKEBOX è un solo ideato all’interno dell’Encyclopédie de la Parole, progetto artistico che esplora la lingua parlata in tutte le sue forme. Ogni realizzazione di JUKEBOX è composta in stretta collaborazione con un’attrice o un attore, un_ drammaturg_, un_ tradutt_ e alcun_ ricercator_ local_, vuole condividere i metodi e i processi dell’Encyclopédie de la Parole e mettere in rilievo l’unicità del linguaggio nato da uno specifico contesto culturale e geografico: se io vivo a Roma, Prato o Cagliari, quali sono le differenti forme di discorso che mi attraversano in un determinato giorno? A casa, a scuola, a lavoro, sui mezzi pubblici, al telefono, in televisione, alla radio, su internet, al teatro, al cinema, sulla strada, al mercato o in palestra…Dando la possibilità allo spettatore di scegliere quali parole pronunciare e in quale ordine, JUKEBOX vuole esplorare i modi attraverso cui una comunità rappresenta sé stessa.



 
13 settembre, ore 21.45 | La Pelanda – Studio 1 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
danza
Barokthegreat
GHOST - Lucifer wants to sell
55′
 

GHOST è la nuova creazione di Barokthegreat, ideata dal duo composto dalla coreografa e danzatrice Sonia Brunelli e dalla musicista Leila Gharib, con la collaborazione del regista londinese Simon Vincenzi. GHOST prende ispirazione dalla cultura footwork, genere di street dance che è anche uno stile di vita, una forma d’espressione di catarsi dello sforzo fisico che Sonia Brunelli studia da tempo. Il footwork nasce a Chicago verso la fine degli anni ’90 imponendosi come una nuova tendenza delle sottoculture urbane. Le sessioni di footwork sono battles, eventi di gruppo in cui i danzatori al centro della scena sfidano l’occhio di chi guarda. Con una musica sparata a ritmi mozzafiato -da 155 a 165 bpm prodotta da dj legati alla musica Juke e House, il gioco di gambe è puro esercizio dI velocità. I piedi di questi virtuosi scompaiono in un flusso di movimenti scattanti come una scia, in un’ipnotica eruzione di ritmi sotto un busto praticamente fermo. I migliori footworkers leggono la musica come una mappa, riuscendo a incorporare nei movimenti le variazioni più sottili di dinamica e ritmo, in cui sincopi e convulsioni sono disegnati per scolpire il corpo del danzatore. Con GHOST, in un processo di lenta astrazione, Brunelli riesce a far emergere l’aspetto più fantasmatico di gambe e piedi di un corpo danzante, membra che sembrano prendere vita da sole uscendo dal corpo. sotto il comando di un beat a sua volta in accelerazione composto e generato con una drum-machine Roland TR-8S.



 
13 settembre, ore 23.30 | La Pelanda – Zona esterna
dj set
Kiddy Smile
 

Kiddy Smile è cresciuto in un quartiere popolare di Rambouillet. A Parigi prende lezioni di danza e scopre e Sylvester e Grace Jones, che, sostiene, hanno plasmato la sua personalità. Prima di iniziare la sua carriera musicale, Kiddy Smile è stato uno stilista (una passione che ha ereditato dalla madre). Tra le sue influenze egli cita i generi Afro-Americani, quali il gospel e l’hip-hop, la musica di Chicago e Detroit degli anni ’90, la scena voguing e quella della ballroom house newyorkese. In una intervista del 2015, ha spiegato che “il voguing è tra tutte le ballroom-culture, uno spazio per la libertà in cui puoi essere te stesso, e dove le soggettività marginalizzate trovano il loro posto.” Attraverso gli eventi da lui organizzati, le pratiche di danza, la musica e i video Kiddy rappresenta quella cultura in cui il suo colore della pelle, l’amore per la moda e l’omosessualità sono accolti totalmente. Il suo talento e la natura stravagante lo hanno portato al centro dell’attenzione pubblica e ha cominciato ad essere conosciuto come “il principe francese del Voguing”. Kiddy Smile ha pubblicato il suo primo album, One Trick Pony, il 31 Agosto del 2018. Questo indaga dei temi più intimi e personali, quali l’amore non corrisposto, l’assenza paterna e l’accettazione del proprio corpo. L’artista collabora anche al nuovo film di Gaspare Noé, Climax, che ha vinto il Art Cinema Award e che la critica ha acclamato alla Quinzaine des Réalisateurs, la selezione parallela al festival del cinema di Cannes, nel maggio del 2018. Il primo singolo dell’album Dickmatized è nella colonna sonora originale del film.
“Io mi definisco un artista house-music. L’aggettivo queer è limitante. La mia musica riflette la mia vita di ogni giorno. Io parlo di me stesso, dell’essere nero e gay. Le mie sono canzoni d’amore. Non sono politiche ma il mio lavoro lo è.”



 
14 settembre, ore 18.00 | La Pelanda – Studio 1 | ingresso gratuito
film
DOM- + Boato \ Danesin
L'uomo che cammina
1 h + talk
 

«Come trasformare un evento teatrale in un’opera cinematografica? E se questo evento non prevedesse una storia, ma fosse solo una lunga camminata dal centro di Roma all’idroscalo di Ostia? Come possiamo rendere, in immagini e suoni, l’incredibile effetto di amplificazione della realtà che vive lo spettatore de L’uomo che cammina? È quello che ci siamo chiesti quando abbiamo deciso di fare questo film.» (Giulio Boato)
L’uomo che cammina è una performance di paesaggio della durata di cinque ore ispirata alla graphic novel di Jiro Taniguchi, realizzata dal collettivo artistico DOM- di Leonardo Delogu e Valerio Sirna. Dopo una tournée in diverse città italiane ed estere, L’uomo che cammina è stato realizzato a Roma nell’estate del 2018. In occasione della produzione romana, il duo artistico Boato\Danesin ha seguito lo spettacolo e ne ha realizzato un film.
Un uomo percorre la città passeggiando. Attraverso il suo viaggio, il paesaggio si apre e si svela agli occhi del pubblico che lo segue a distanza, come a spiarlo, in bilico tra identificazione e distacco. A partire da questo corpo a corpo con il reale, DOM- costruisce una drammaturgia di spazi in cui lasciar esplodere il confine tra centro e periferie, tra urbano e terzo paesaggio, tra umano e non umano. Nella rielaborazione di Boato\Danesin, la telecamera si fa corpo-spettatore, per addentrarsi sempre più profondamente nella sostanza dei luoghi.
L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assesorato alla Crescita Culturale e realizzata in collaborazione con SIAE



 
14 settembre, ore 18.00 | La Pelanda – Zona esterna
party / community / imaginary place
Tropicantesimo
 

Tropicantesimo è una installazione sonora in cui il corpo è al centro di una esperienza e una drammaturgia imprevedibile.
Come un qualsiasi fenomeno naturale non puoi sapere quanto durerà; non puoi prevederlo, è come il terremoto, il temporale e il tornado. Ti coglie di sorpresa quando già ne sei parte, che tu lo voglia o no. Tropicantesimo dà vita ad un rituale musicale dilatato nel tempo, attraverso la celebrazione del suono e del ballo. Porta con sé i colori e i calori della foresta tropicale, i fiori e i sapori della frutta, gli umori della terra arsa dal sole e il sudore; ma soprattutto incarna i suoni e i ritmi tribali della fascia equatoriale, immaginati e sognati, ritagliati e scoperti. Tropicantesimo è un cocktail di fianchi sessuali e di maracas agitate in aria. Con i suoi esperimenti sonori, installazioni floreali, visioni oniriche di giardini contro natura, è la costruzione naturale di un paradiso artificiale. Tropicantesimo non ha casa, è situato al di là del mondo conosciuto, tra un mitico El Dorado e un fatiscente locale che vende alcolici di sottobanco durante il Proibizionismo. Tropicantesimo è un carillon bello e malefico, magia bianca e piume di gallina, mutevole nella forma e nelle dimensioni, tutto è torrido e agghiacciante. L’imprevedibile, l’accidentale, il meraviglioso, l’imminente e l’immobile. Tropicantesimo gira su sé stesso, non è successo nulla, era solo un suono di rumori e filastrocche.
Nella sua forma migrante e gitana, Tropicantesimo diventa un Circus che si manifesta con ulteriori improbabilità in forma di performer e prestigiatori del suono.



 
14 settembre, ore 19.00 | La Pelanda – Studio 2 | € 10 - € 7 (under 30 - over 60)
danza
Claudia Castellucci
All'inizio della città di Roma
1 h
 

La coreografia chiama in causa l’inizio di una delle più estese civiltà europee: quella romana. L’accento è posto sugli albori di un vivere sociale che ha dovuto inventare un proprio modo organizzato di concepire la convivenza tra molti e non sulla conquista territoriale successiva. È qui posta in luce, in termini coreografici –dunque in base a movenze, tragitti e atteggiamenti, la necessità di regolare il comportamento umano orientato alla tutela, al riconoscimento del crimine e alla sanzione. Le decisioni essenziali che originano alcuni moti dell’agire sociale, soprattutto quelli che contraddistinguono le forme iniziali della vita in comune, sono ripercorsi in base alle scansioni ritmiche e schematiche di una danza che è preferibile chiamare ‘ballo’, per il suo richiamo folklorico di movimento collettivo. Roma dà il proprio nome alle prime forme del diritto, e le regole del diritto romano sono un primo riferimento rispetto alla collezione di atteggiamenti che abbiamo raccolto nel tempo, e che colgono la parte legale degli affetti. L’esperienza primitiva che sta alla base di quelle astrazioni legali, coglie anche ciò che caratterizza gli individui umani: l’istinto di conservazione, il senso della proprietà, il concetto di giustizia, il raziocinio della solidarietà, il discernimento; e, non ultimo, il rapporto di queste leggi con il tempo, che resta sullo sfondo, in tutta la sua immane rilevanza.



 
14 settembre, ore 21.30 | La Pelanda – Studio 1
danza
Ginevra Panzetti / Enrico Ticconi
Harleking
40′
 

Harleking è un demone dall’identità ambigua e multipla.
Ricorda l’Arlecchino della Commedia dell’arte, un servo furbo mosso dalle inclinazioni più animali e un’inappagabile fame. Il linguaggio di Harleking ha una specifica qualità ipnotica in cui i contenuti, spesso estremi ed opposti, si fondono in un sistema metamorfico fluido in cui tutto può accadere, ma che tutto confonde. Affiora il ricordo di un’antica decorazione muraria, la Grottesca, in cui figure mostruose emergono e si confondono tra eleganti volute ornamentali. Figure grottesche, capaci di muovere il riso pur senza rallegrare.
Il lavoro ha debuttato nel 2018 al Tanzfabrik Berlin all’interno del festival Open Spaces ed è stato presentato in numerosi festival europei. Nel 2019 è stato selezionato dalla piattaforma europea Aerowaves per il festival Spring Forward 2019 e dalla New Italian Dance (NID) Platform.
 

SHORT THEATRE 2019, teatro, musica, film, installazioni, dal 6 al 14 settembre. Spettacoli: intero € 10,00 - ridotto € 7,00.

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Il Mattatoio si trova a Roma, in Piazza Orazio Giustiniani 4. Scopri come raggiungerci.

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