MASTER ARTI PERFORMATIVE E SPAZI COMUNITARI | IL PROGRAMMA

Il programma è in via di definizione e sarà completato a settembre.

 



Laboratorio Arti Civiche

Docenti: Francesco Careri, Francesca Romana Stabile, Giovanni Caudo, Giovanni Longobardi, Fabrizio Finucci

in collaborazione con Corso di Arti Civiche

Programma: È un laboratorio peripatetico che si compie interamente camminando, attraversando i confini e le amnesie urbane, per restituire un filo unitario ai frammenti di città separate in cui viviamo. Si procede in modo strabico, verso una meta e verso ciò che lo distoglie dalla meta. Disponendosi agli incidenti di percorso, alla possibilità di inciampare o di sbagliare strada deliberatamente, alla ricerca e all’ascolto dei fenomeni imprevedibili della realtà urbana. Si propone agli studenti di prendere la città di sorpresa, in modo indiretto, laterale, ludico, non funzionale, di inciampare in territori inesplorati dove nascono nuovi interrogativi.

Obiettivo formativo: Fare acquisire allo studente una metodologia per l’esplorazione e di lettura fenomenologica della città attuale, attraverso un approccio artistico, relazionale e transdisciplinare.
 


 
Laboratorio Spazi e Comunità

Docenti: Lorenzo Romito, Giulia Fiocca, aldo Innocenzi, Morteza Hosseni, Peter Lang

in collaborazione con Stalker Walking School e Master Environmental Humanities

Programma: È  un workshop intensivo sul Mito di Roma, città da sempre meticcia, nata per ospitare i profughi troiani e per offrire ospitalità a tutti gli stranieri nel bosco sacro dell’Asilo, la sella del colle più sacro della città: il Campidoglio. Andremo ad indagare e provocare quel Mito che ha permesso da sempre l’incontro di profughi e aborigeni, e che si rigenera dalle proprie rovine grazie alla capacità di “radunar le genti disperse”. Roma, infinita ed eterna, mai completa nello spazio e nel tempo, sempre consapevole della necessità dell’Altro, sia esso lo spazio selvatico dei boschi sacri o lo straniero accolto per rinascere. L’intento sarà quello di produrre attraverso la nostra presenza un’occasione per attivare processi di identificazione e di valorizzazione del territorio, tessere relazioni sociali che ravvivino le comunità e favoriscano l’incontro e lo scambio con chi le attraversa. Il fine è costruire insieme un fatto condiviso (un oggetto? una performance? un’opera? un monumento? un momento conviviale? un rito?) che sia rappresentativo di una spiritualità perduta e rigenerativo di una relazione spirituale dell’arte con il territorio e con chi lo abita, che sia capace di influenzarne gli usi e le relazioni sociali.

Obiettivo formativo: Apprendere ad esperire direttamente il fenomeni migratorio attraverso la pratica Stalker del reinventare creativamente le relazioni con i luoghi. Riattualizzare il Mito, nella consapevolezza dell’urgenza che rinascano i Xeniotopi, i luoghi dove reciprocamente ci si possa scambiare la Xenia, il dono dell’Ospitalità.
 


 

Laboratorio Danza Architettura

Docenti: Francesco Careri, DD Dorvailler, Alain Michard, Mael Veisse, Leonardo Delogu, Valerio Sirna, Ati-Suffix.

in collaborazione con Istituto Culturale Francese, Centre National de Danse de Montpellier,  ENSCI (Ecole de design de Paris) e Ecole d’Architecture de Nantes

Programma: È un workshop intensivo che ha una prima fase indoor ed una seconda in un contesto reale. Nella prima fase si lavora sul proprio corpo e sulla riattivazione delle percezioni spaziali solitamente sottovalutate rispetto alla vista: il tatto, l’udito, il gusto. In una seconda fase si esplora e si trasforma uno spazio reale facendo tesoro delle capacità apprese, e attraverso pratiche coreografiche e performative che possono prevedere la costruzione e l’allestimento di spazi architettonici.

Il laboratorio prevede la partecipazione di docenti del Centre National de Danse de Montpellier, e delle compagnie LOUMA, MUA e DOM

Obiettivo formativo: Far acquisire allo studente la capacità di trasformazione dello spazio attraverso l’uso percettivo del proprio corpo, come azione fisica diretta all’ambiente urbano, come comportamento prossemico nello spazio reale. Si forniscono strumenti e metodi propri dell’architettura, della danza e delle arti visive. 
 


 

Laboratorio “Lavoro sul testo e creazione di un’unità sonora corale”

Chiara Guidi

Societas Raffaello Sanzio

Durata del laboratorio: 6 giorni, 6 ore al giorno

Teatro / voce / coro

Obiettivi formativi. L’obiettivo del laboratorio sta nel declinare la trama del romanzo P. Dick ‘Il Guaritore Galattico’ in un’azione, che tenterà di sollevare un’unità sonora, conducendo le singolarità dei partecipanti verso una forma corale che si svilupperà nella creazione di un momento finale aperto al pubblico.

Programma. Nei giorni di laboratorio alcune frasi del testo di Dick diventeranno le note musicali di un sistema che fissa a priori la scala cromatica del parlato, per poi affidare alla capacità di ogni partecipante il compito di utilizzare le singole note in una forma compositiva più complessa. 

Al termine del laboratorio, tutti dovranno innalzare un corpo sonoro in un arco di tempo di 20 o 25 minuti. Per organizzare questo “sollevamento” l’artista disegnerà una cartografia di suoni per le singole voci dei partecipanti, ipotizzando una partitura fatta di immagini posta sulle parole come guida per i timbri e i toni della voce. Gli esecutori hanno a disposizione punti sonori, figure, ambienti e momentanee sospensioni accompagnate da brevi monologhi e dialoghi. Non si tratta semplicemente di cantare in coro una canzone o di eseguire un monologo, ma di spingere, comprimere, serrare e ascoltare.
 


 

Laboratorio Paesaggio 

Docente: Annalisa Metta

in collaborazione con Corso di Architettura del Paesaggio

Programma: Si lavora con il corpo e con il paesaggio a partire dalla ricognizione di alcune esperienze didattiche, di ricerca e progetto del paesaggista Lawrence Halprin e della coreografa e danzatrice, sua sposa, Anna Schumann, collocate nella decade dei Sessanta. Si andranno a rivisitare workshop e attività didattiche (Experiments in Environment, 1966-1971), ricerche teoriche e codifiche metodologiche (Motation, 1965 e rsvp Cycles, 1969), nonché opere tra le più significative dell'architettura del paesaggio del Novecento (Sequenza di spazi pubblici di Portland, 1963-1970), tutti tra loro intrecciati.

Obiettivo formativo: Il laboratorio fornisce una riflessione sul progetto dello spazio pubblico come architettura dei comportamenti e come luogo performativo.
 


 

Laboratorio Estetica del Territorio. Visioni e Narrazioni

Docenti: Daniela Angelucci, Dario Gentili, Federica Giardini

in collaborazione con Master Environmental Humanities

Obiettivo formativo: fornire un lessico legato al territorio nella sua componente più specificamente estetica e approfondire alcuni esempi artistici che intendono descriverne lo stato e i cambiamenti, così come immaginare nuove configurazioni

Programma:Il lavoro sul lessico e sulle questioni relative al territorio verrà sviluppato a partire da un approccio specificamente estetico. Se la filosofia è pratica di invenzione di concetti e non meditazione che interviene soltanto a cose fatte, l’affermazione della sua creatività introduce una forte risonanza con le pratiche artistiche. Nella descrizione del territorio, con i suoi cambiamenti fisici, politici, economici, sociali, così come nella proposta di parole nuove con cui pensarlo, l’estetica interviene nella sua doppia valenza: relazione con il mondo, i corpi, le immagini, dal punto di vista della sensibilità, ma anche teoria delle arti. Il laboratorio provvede dunque a enucleare e approfondire alcuni concetti legati al territorio utilizzati in diverse discipline, ma dalla forte valenza estetica; a interrogare attraverso esempi alcune forme di arte come pratiche in grado di disegnare le figure della comunità e di mostrare nuove configurazioni del mondo.
 


Laboratorio “Pratiche corporee in spazi non teatrali”

Annamaria Ajmone

Coreografa e performer

Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi 

Durata del laboratorio: 6 giorni, 6 ore al giorno 

Coreografia / danza / performance time specific

Obiettivi formativi

Il laboratorio si focalizzerà sulla ricerca, portata avanti dalla coreografa Annamaria Ajmone, delle pratiche corporee in spazi non teatrali, ricerca che verte sull’occupazione spaziale e temporale attraverso il movimento. Verrà analizzata la trasformazione degli spazi in luoghi dell’azione e sperimentata l’alterazione del tempo di occupazione di uno spazio, arrivando a toccare così il concetto di “time specific”, elaborando i vari elementi che vanno a costruire il momento performativo. 

Programma

Il laboratorio si svilupperà in due parti.  Una prima parte introduttiva, storica e teorica, dedicata al ruolo della danza nella performance e una seconda parte di lavoro pratico. Dopo uno studio legato alla tecnologia del corpo, all’allineamento dello scheletro,  al respiro, al senso del peso, al controllo del centro, al rapporto con lo spazio, il laboratorio si concentrerà sulla condivisione e sull’ elaborazione di pratiche per la costruzione di performance in spazi non specificamente teatrali.  La danza, è qui intesa, come un corso, un passaggio che non disegna uno spazio ma in un tempo specifico lo attraversa, lo altera, lo modula, lo deforma.
 
 


 

Laboratorio “Accademia dell’Immobilità”

Luigi Presicce

Accademie di BB.AA. Firenze e Bologna

Laboratorio 10 giorni 6 ore al giorno

Arti visive / Tableau Vivant

Obiettivi formativi. L’”Accademia dell’immobilità” è un progetto didattico aperto a ogni tipo di studente, senza distinzione di età, sesso, professione. Si impara l’arte della concentrazione, della memoria, dell’armonia attraverso esercizi che, partendo da una scelta di immagini della storia dell’arte, stimolano l’ingegno e la capacità di reagire a determinate domande.

Programma. Il laboratorio è finalizzato alla realizzazione di un tableau vivant, cioè a una performance che mira all'immobilità. Questo è l’esatto punto in cui performance e pittura si incontrano. La ricerca mette la pittura al centro e sfocia in un’esperienza performativa totalizzante, che analizza non solo la scena pittorica nella sua narrazione e nelle sue simbologie, ma soprattutto il gesto, lo sforzo fisico e mentale che si congela nell'impianto scenico. Il concepimento del tableau vivant è affidato agli studenti, che guidati, non diretti, affrontano con la propria sensibilità e fisicità un percorso di crescita, teorica e performativa, sia individuale che di gruppo.
 


 

Simone Bertuzzi (Palm Wine) 

Accademia di belle arti G. Carrara, Bergamo

Arti visive / Musica / Sound design / Performance-dj set

Laboratorio 6 giorni 6 ore al giorno

Obiettivi formativi

L’analisi si concentrerà sullo sconfinamento continuo e sempre pertinente fra musica e arte visiva e su come queste possano partecipare alla creazione di momenti performativi. Partendo dalla domanda “che succede alle musiche del mondo, oggi?”, ci si concentrerà sull’analisi teorica della scena musicale contemporanea post-globale dove cadono i confini geografici e di genere.   Palm Wine è un progetto di ricerca di Simone Bertuzzi che si concretizza in una serie di DJ set dedicati alla ri-contestualizzazione di suoni “altri”. 

Programma

È del 1988 la definizione "i frutti puri impazziscono", coniata dall'antropologo James Clifford per indicare una serie di fenomeni transculturali in cui i concetti di purezza e autenticità vengono sempre più a mancare. Un processo simile avviene in molta musica oggi, una scena post-globale che presenta migliaia di sottogeneri in cui è facile perdere il controllo geografico. Se il concetto di 'scena' in musica è sempre stato legato ad un luogo specifico (città, quartiere, muretto), oggi va considerato su scala globale; è una naturale conseguenza della rete, dei social media e dell'esponenziale aumento di velocità. Palm Wine nasce in forma di blog nel 2009 dall'esigenza di rincorrere ciò che queste macro-scene stanno generando. Nel corso del laboratorio verranno analizzate alcune di queste attraverso ascolti guidati,  screening ed esperimenti sonori.
 


 

Laboratorio “Lo spazio del suono” Riccardo Fazi - Claudia Sorace

Muta Imago

Teatro / Progettazione sonora / arti visive

Laboratorio 5 giorni 6 ore al giorno

Obiettivi formativi. Il laboratorio indagherà le esperienze dei principali artisti che hanno investigato questo campo, a partire da John Cage, passando per Janet Cardiff, Pierre Schaeffer, Bruce Nauman, e metterà in campo con gli allievi una dimensione esperienziale di ricerca che muove dalla condivisione di pratiche e processi laboratoriali di indagine sul suono e lo spazio.

Programma. Il laboratorio verterà sull’analisi del sempre maggiore sviluppo di pratiche estetiche che mettono al centro della propria indagine il rapporto tra il suono e lo spazio. All'interno di quella che può essere definita come Sound Installation Art convivono espressioni artistiche multiformi che condividono un fuoco di ricerca principale a partire dal quale esse si strutturano: una riflessione sullo spazio in senso lato (museale, urbano, interiore, geometrico etc.) e sulle modalità in cui questo può interagire con il suono.
 


 

Laboratorio Fare Ambiente. Pratiche e Saperi delle Nuove Ecologie

Docente: Ilaria Bussoni

in collaborazione con Master Environmental Humanities

rispetto alla quale la teoria critica e le scienze sociali in genere non hanno misurato ancora l'impatto.

Programma: A lungo l'ecologia è stata una disciplina che si è tenuta lontana dall'agricoltura e dalla produzione agro-alimentare. Pensata e agita come teoria della preservazione, ha fatto di parole chiave quali riserva, origine e presidio la propria architrave, confluendo con modelli di territorialità statica. Ma da alcuni anni pratiche agricole di nuovo tipo – complice  una generazione di agricoltori formati dalle scienze sociali e trasferitisi nelle campagne in cerca di forme di vita capaci di rappresentare un'alternativa a una società del consumo industriale e standardizzato – si configurano come una narrativa ecologica a tutto tondo. Fare l'ambiente nel quale immaginare da capo le relazioni tra i viventi che ne faranno parte. Fare l'ambiente all'insegna di saperi ibridi fondati sulla critica di un modello agricolo che diffonde nocività. Fare l'ambiente come pratica di preservazione della vita nelle sue continue trasformazioni.

Da questa rivoluzione delle pratiche non poteva non derivare uno scarto estetico che, a partire dalle tecniche di coltivazione e trasformazione delle stesse materie prime (grani, vino, ortaggi...), si configura come una rivoluzione del gusto capace di transitare le nuove ecologie nei contesti metropolitani, rompendo la differenza culturale tra città e campagna.

Obiettivo formativo: dare conto della trasformazione, ancora in corso, sulle pratiche agroalimentari e i saperi delle nuove ecologie.
 


 

Laboratorio Corpi Istituenti tra performance e scritture

Docenti: Ilenia Caleo, Isabella Pinto

in collaborazione con Master Politiche di Genere

Programma: Negli ultimi decenni, il lavoro artistico – in particolare quello performativo – perde il suo carattere di eccezione per diventare un paradigma attraverso cui leggere le trasformazioni del lavoro contemporaneo. In parallelo, muta la relazione tra mainstream e controculture. Come cambia lo statuto dell’artista? Come si riconfigura il contesto produttivo? Qual è la relazione tra pratiche artistiche, teoria e attivismo politico? Le pratiche artistiche e le scritture possono aprire nuovi spazi di immaginazione politica? Quali relazioni, tensioni e interstizi tra luoghi istituzionali dell’arte e istituzioni mobili e istituenti? In accordo con le riflessioni prodotte dai femminismi, la scrittura – sia come concetto che come pratica – viene assunta e esplorata come capacità performativa di plasmare, rimodellare e ri-scrivere l’esistente.

Il modulo sperimenta differenti metodologie di lavoro, alternando lezioni frontali a momenti seminariali e laboratori pratici. Ogni lezione prevede l’incontro con artiste/i, scrittrici, curatrici e professionisti del settore, nel riferimento agli spazi in cui l’arte nasce e si ri-produce, per cogliere la produzione artistica, nella sua materialità e ambivalenza rispetto all’industria creativa e della conoscenza.

La mappatura degli incontri è costruita per nodi tematici che sono questioni aperte sul presente e sulla produzione del contemporaneo, tra i quali: spazi / produzione-riproduzione / lavoro immateriale / scritture / corporeità / nuove istituzioni / fictional institutions / sperimentazioni / commoning / corpi collettivi / coreografie politiche / plasticità / diffrazione / affetti.

Obiettivo formativo: Fornire una strumentazione teorica per leggere i linguaggi artistici e le scritture corporee del contemporaneo in connessione con le pratiche e l’invenzione politica.