ROBERTO FASSONE

19 > 28 marzo 2021

 
Cosa vuol dire per te abitare uno spazio in un periodo di residenza?

 

Abitare uno spazio di residenza è come andare a casa di Giacomo un venerdì pomeriggio del 1997 alle 15.30, non fare i compiti, giocare a NBA Live 97 con i Minnesota Timberwolves e inventarsi carte telefoniche inesistenti.

 

Come definisci lo spazio del tuo lavoro e della tua ricerca? Cosa indagherai in questa occasione?

 

Lo spazio della mia ricerca è un piccolo scaffale in una libreria anni ’50, progettata da un anonimo francese. Al suo interno (dell’anonimo francese, non dello scaffale) ci sono alcuni libri. I primi tre, dai piedi verso la testa, sono: una guida inutile alla patafisica, un catalogo che riunisce i 111 capi d’abbigliamento più significativi della storia moderna e un testo rivelatore sul mare di metafore in cui siamo immersi.

Lo spazio del mio lavoro è una realtà parallela in cui vivono ballerine che guidano Harley Davidson, elfi che cantano Michael Jackson e sassi che cambiano sempre di stile.
Durante questa occasione spero di completare una coreografia in cui due video ballano un passo a due. 

 

Tre parole per definire cura

 

La cura è un gesto, mi vengono tre verbi: ascoltare, amare, nutrire

 
 

 


 

(il seguente testo è da leggere mentre si ascolta Instant Disassembly dei Parquet Courts)
Roberto Fassone (1986) vive e lavora tra Firenze e Pol Sesanne. La sua ricerca si concentra sulle strutture creative, sul rapporto tra gioco e performance, sulla differenza tra storia e aneddoto, sui gesti spontanei e su come spostare nel tempo il surrealismo. A oggi, lunedì 1 febbraio 2021, il suo artista preferito è Paola Pivi.
Negli ultimi anni Fassone ha esposto e performato il suo lavoro presso istituzioni italiane e internazionali, tra le quali: Quadriennale di Roma; Japan Media Arts Festival, Tokyo; MAMbo, Bologna; Fanta-MLN, Milano; OGR, Torino; MOCAK, Krakow; Centrale Fies, Dro; Carroll / Fletcher, Londra; AOYS (online), Zkm, Karlsruhe; Mart, Rovereto; Castello di Rivoli, Torino; Civitella Ranieri Foundation; Strozzina, Firenze.
Nel 2019 ha co-curato con l’artista e performer Kasia Fudakowski Lo scherzo dell’arte, un film festival performativo all’interno del più conosciuto Lo schermo dell’arte Film Festival. Sempre nel 2019 ha vinto il bando IMAGONIRMIA, fondando a Modena Ovest Il Museo del tempo perso; è inoltre co-fondatore dello spazio di ricerca Estuario. Dal 2012 ha sviluppato un’intensa attività di workshop dedicati all’implementazione del pensiero laterale e creativo in collaborazione con musei (Zkm, Karlsruhe; MA*GA, Gallarate), spazi artistici (Hangar Bicocca, Milano; OGR, Torino) e scuole (MADE Program Accademia di Belle Arti Siracusa; ISD, Dusseldorf).
Ha recentemente vinto l’ Artists’ Film Italia Recovery Fund, promosso dallo Schermo dell’arte Film Festival.

Le apparizioni di re – creatures nella Pelanda e negli spazi esterni del Mattatoio delineano, durante l’estate, un percorso in cui le creature animali, in diverse forme, sono protagoniste.

vai al programma

fino al 12 settembre al Padiglione 9b
Prinz Gholam. While Being Other
martedì, mercoledì, giovedì, domenica dalle 11 alle 20
venerdì e sabato dalle ore 11 alle 22
Ingresso libero
 
fino al 22 agosto al Padiglione 9a
World Press Photo Exhibition
martedì, mercoledì, giovedì, domenica dalle 11 alle 20
venerdì e sabato dalle ore 11 alle 22
Biglietto con prenotazione obbligatoria

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