Cosa vuol dire per te abitare uno spazio in un periodo di residenza?
 

Lo spazio è sia fisico che mentale. Quando preparo il mio spazio di lavoro tendo a renderlo il più ibrido possibile in modo che mi stimoli a lavorare ma che mi permetta anche di non fare nulla, far si che le cose affiorino quando vogliono. Lo spazio deve favorire un certo tipo di esperienza temporale che è atemporale. Il processo creativo per me è fondamentalmente basato sull’attesa, quindi abitare uno spazio di residenza vuol dire affinare una sensibilità dell’attesa. Affinché questo possa accadere di solito ho bisogno di musica, un posto comodo dove scrivere o distendermi, fiori o piante.

 

Come definisci lo spazio del tuo lavoro e della tua ricerca? Cosa indagherai in questa occasione?
 

In questo momento sto cercando di tradurre alcuni concetti relativi al movimento in materialità. Il corpo resta il primo materiale, con cui aver a che fare. Cerco di incontrare il corpo al di fuori di me. Lo spazio in cui l’incontro avviene non è fisico, ma per accederci serve la materia, quindi la pratica che devo sviluppare per farlo è basata su un dialogo tra me e la materia. Ci si guarda, ci si studia, ci si specchia, ci si riconosce o no. L’importante è lasciare che una cosa diventi l’altra.

 

Tre parole per definire cura
 

Imparare provare avere fiducia

 

 


  

Sara Leghissa è un’artista, ricercatrice e performer con base a Milano. Si laurea in Storia del Mondo Contemporaneo con una tesi in comunicazione politica e sociale. Co-fonda, con F. De Isabella, il collettivo Strasse. Attualmente artista associato a Triennale Teatro dell’Arte di Milano, Strasse produce progetti site-specific nello spazio pubblico, creando dispositivi per alzare il livello di attenzione su ciò che esiste e utilizza il linguaggio performativo e cinematografico come filtro di osservazione della realtà. Insieme ad Annamaria Ajmone, organizza per la scena italiana Nobodys Business, piattaforma indipendente per lo scambio di pratiche nella performing art, e NESSUNO, luogo in cui generare comunità e resistenze attraverso la pratica della festa, difendendo la diversità e la complessità di segni che questo incontro genera. Durante la sua formazione, ha preso parte alla scuola del Teatro Valdoca, diretta da Cesare Ronconi, e nel 2015 viene selezionata per DanceWEB a ImPulsTanz, Vienna. Come performer, collabora con divers_ artist_e compagnie, tra cui Teatro Valdoca, -Dom, Giorgia Nardin, Muta Imago, Daniela Bershan. Come Sara Leghissa/ Strasse, è stata recentemente in residenza a Sareyett (Ramallah) e La Casa Encendida (Madrid), e ha presentato il lavoro in diversi contesti tra cui Santarcangelo Festival (IT), Bolzano Danza (IT), Short Theatre (IT), VAC Foundation (IT), Far Festival (CH), Oerol Festival (NL), Festival Parallele (FR), Saal Biennal (EE). 

Il Mattatoio si trova a Roma, in Piazza Orazio Giustiniani 4. Scopri come raggiungerci.

MAPPA

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti sulle attività del Mattatoio.

ISCRIVITI