LUIGI PRESICCE

12 > 15 ottobre 2020

 
Cosa vuol dire per te abitare uno spazio in un periodo di residenza?

 

Di fatto mi aspetto sempre una specie di villeggiatura in cui, nei tempi morti, mi vengono in mente delle idee per occupare il tempo, anche quando non è richiesto. Questo perché sono abituato a fare due cose: oziare e lavorare. Entrambe le pratiche sono svolte con fervore. 

 

Come definisci lo spazio del tuo lavoro e della tua ricerca? Cosa indagherai in questa occasione? 
 

Lo spazio del mio lavoro sono le persone, le modello nella scena e creo i miei quadri viventi (tableau vivant). La ricerca si basa quasi sempre sullo studio di dipinti o fotografie storiche, in generale si tratta di "ritratti" di personaggi della storia che hanno una certa affinità con il mio sentire. 

 
 

Cosa indagherai in questa occasione?
 

L'analogia che esiste tra Costantino Imperatore e Adolf Hitler, entrambi folgoranti da un simbolo (rispettivamente la croce e la svastica) che li ha portati verso alla vittoria. 
 
 

Tre parole per definire cura
 

Tre parole non sono né poche né troppe per chiarire per me cosa significhi prendersi cura; da padre, avrei la mia versione, che, aimè, non corrisponde quasi mai a quella che riguarda il campo dell'arte.
Privando dal mondo degli affetti la parola Arte, la lasciamo a vagare in un limbo che non è né il mondo dei mestieri né quello del gioco. Curarsi significa accarezzarsi, darsi conforto, l'arte a volte lo fa, aiuta a emergere, non come emergente, ma come emergenza.
 
 
 
Luigi Presicce

 
 


 

Luigi Presicce, nato a Porto Cesareo (Lecce) nel 1976, vive e lavora a Firenze. Ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Lecce, scegliendo deliberatamente di non discutere la tesi. Il suo lavoro è stato decisamente influenzato dai suoi studi indipendenti. Nel 2007 ha partecipato al Corso Superiore di Arti Visive (CSAV) presso la Fondazione Antonio Ratti di Como con l'artista americana Joan Jonas. Nel 2008, nell’ambito di Artist in Residence, ha partecipato al workshop in Viafarini a Milano con l'artista americano Kim Jones. A Milano, nel 2008 ha fondato (con Luca Francesconi e Valentina Suma) Brownmagazine e in seguito Brown Project Space, per il quale cura la programmazione. Nel 2011 con Giusy Checola e Salvatore Baldi ha fondato a Lecce "Archiviazioni" (esercizi di indagine e discussione sul sud contemporaneo). Nel 2012 ha preso parte a Artists in Residence al MACRO, Roma, estendendo il suo invito ad altri nove artisti (Laboratorio). Dal 2010, con Luigi Negro, Emilio Fantin, Giancarlo Norese e Cesare Pietroiusti è coinvolto nel progetto Lu Cafausu che promuove La festa dei vivi (che riflettono sulla morte) e con il quale è stato invitato da AND AND AND a dOCUMENTA13, Kassel. Dal 2016 è membro fondatore della Fondazione Lac o le Mon, San Cesario di Lecce. Con Francesco Lauretta dal 2017 fa parte della Scuola di Santa Rosa, Firenze. Nel 2018 presso la Fondazione Lac o le Mon ha curato un Simposio di pittura. Attualmente è impegnato nella realizzazione di un ciclo performativo partito nel 2012 con tema Le Storie della Vera Croce e in un progetto di formazione itinerante per giovani artisti chiamato L’Accademia dell’immobilità. È stato selezionato per lo Studio Program 2018 presso Artists Allianc inc, New York.

Ha realizzato performance presso la Fondazione Claudio Buziol, Venezia (2010), Thessaloniki Performance Festival, Biennale 3, Grecia (2011), Reims Festival Scènes d'Europe, Frac Champagne-Ardenne, Francia (2011), Màntica festival, Cesena (2011), Corpus, MADRE, Napoli (2012), We Folk - Drodesera Festival, Centrale Fies, Dro (2012), Art City Bologna 2013, Bologna (2013), CastelloInMovimento, Castello di Fosdinovo, Massa Carrara (2013), ARTDATE 2014, Bergamo (2014), Il teatro dei luoghi Fest, Lecce (2014), Kunsthalle Osnabruck, Germania (2015), MAMbo Bologna (2015), Museo Marino Marini, Firenze (2015), Tenuta dello Scompiglio, Vorno-Capannori, Lucca (2016), Le Murate, Firenze (2016), Palazzo Trevisan degli Ulivi, Istituto Svizzero di Cultura, Venezia (2017), Fondazione Lac o le Mon, San Cesario di Lecce (2017 e 2018), MAP Museo de Arte Popular, Ciudad de Mexico (2018), Museo di Palazzo Pretorio, Prato (2018), Cuchifritos Gallery, New York City (2019).

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