MOMENTANEA SOSPENSIONE

 
Con rammarico e consapevolezza, a seguito di una riflessione accurata e condivisa con tutto lo staff del Mattatoio, comunichiamo che il Master e le relative aperture al pubblico sono momentaneamente sospese, in attesa degli ulteriori sviluppi legislativi.
Questa “lettera aperta” è il primo gesto con cui tornare ad alimentare il dialogo con la comunità del Mattatoio, che nelle prossime settimane continuerà a prendere corpo attraverso i nostri canali online. Nel mentre, guardiamo già oltre e iniziamo a progettare nuovi scenari, insieme agli artisti, ai colleghi, ai teorici e alla comunità.
 

 
 
Avevamo da poco iniziato un viaggio che si preannunciava pieno di scoperte, quando è arrivata la notizia della sospensione delle attività didattiche e di pubblico spettacolo a causa dell’emergenza Coronavirus – Covid19. Un viaggio che ha preso il via con un gruppo nutrito di persone: gli studenti del Master PACS, gli artisti e teorici invitati come docenti, la direzione e lo staff del Master e del Mattatoio, ma anche il pubblico, gli abitanti del quartiere e gli altri inquilini delle comunità che vivono uno spazio complesso com’è quello del Mattatoio.
Il Master Arti Performative e Spazi Comunitari-PACS, con la programmazione aperta al pubblico e gratuita che lo avrebbe accompagnato e incrociato in più modi, è il percorso innovativo attivato da Azienda Speciale Palaexpo e dal Dipartimento di Architettura di Roma Tre, dedicato all’incontro tra le arti performative e la riflessione sugli spazi comuni, che avrebbe animato la primavera della Pelanda e affiancato tutte le altre attività previste al Mattatoio: mostre, festival, residenze, laboratori gratuiti, ecc.
 

Un progetto nel quale la formazione prova a farsi percorso collettivo e aperto, in cui la pratica e la teoria si intrecciano per disegnare delle zone porose di incontro con l’esterno, cercando di far emergere, grazie all’esplorazione dei linguaggi performativi, dell’architettura e delle arti visive, forme inedite di ricerca interdisciplinare e di uso dello spazio.
Il cuore pulsante di tutto il progetto per il Mattatoio risiede in una dimensione precisa: quella della presenza, dell’interazione tra il corpo e lo spazio e del corpo con gli altri corpi.
 

La crisi che stiamo vivendo ci ha messo di fronte a dubbi che solo fino a qualche giorno fa sembravano inimmaginabili. Ma, pur nell’indubbia tragicità di questi giorni, ci ha dato la possibilità di riflettere sul nucleo stesso di quanto avevamo iniziato a intraprendere insieme, in un esercizio di riflessione radicale e per questo importante. Intorno a noi, avvertiamo tutto il mondo delle arti e della cultura fare lo stesso, in un processo che speriamo possa essere occasione per interrogarci e immaginare nuove e ulteriori forme di interazione e collaborazione, consapevoli e desiderosi di poter inventare insieme nuovi percorsi possibili.
 

Le domande che ci hanno inseguito nel tempo incerto di queste settimane sono state: può un percorso di formazione incentrato sul potere del performativo e della co-immaginazione trovare un’altra forma per esistere nell’assenza? Può, senza perdere di vista la sua stessa ragion d’essere, svolgersi attraverso un canale diverso che, se non elimina, altera la dimensione costitutiva su cui si poggiava, ovvero lo spazio fisico? Possono le pratiche e le attività che erano state immaginate dagli artisti coinvolti avere comunque luogo in un’estensione bidimensionale e nella distanza di chi doveva dargli corpo?
 

Ciò che abbiamo trovato e che stiamo ancora cercando è una risposta parziale, che ha l’intenzione di aprire a un tempo di altre domande e altre riflessioni. Se, da un lato crediamo non sia né possibile né giusto tentare di replicare quanto doveva accadere dal vivo – e che necessariamente in questo momento non può accadere – in una versione digitale che suonerebbe “surrogata”, dall’altro accogliamo con curiosità e apertura l’idea di una momentanea sospensione per far sì che emergano altre e inattese urgenze, desideri e possibilità di creazione in relazione a questa strana, inusitata condizione.
 

Siamo convinti che il rapporto con l’arte e con i luoghi della cultura sia un rapporto che coinvolge in modo specifico e complesso i corpi. Un rapporto che, quando prescinde dalla presenza, squaderna una densità altrettanto complessa che oggi ci interroga prepotentemente e che come tale merita di essere affrontata in profondità, al di là dell’urgenza del contingente.
 

Nel rispetto delle sue intenzioni, delle proposte ideate dagli artisti e del percorso promesso agli studenti, il Master PACS, così come la sua relativa programmazione aperta al pubblico, preferisce in questo momento sospendere la propria attività e ripensarla nei prossimi mesi, quando sarà possibile tornare a lavorare insieme, fianco a fianco, immergendosi con ancora più stimolo e consapevolezza, con un nuovo sguardo aperto, nelle pratiche e nello spazio comunitario.
 

Nel frattempo, usiamo questo tempo per interrogarci con la comunità che stava nascendo intorno allo spazio del Mattatoio e con la comunità artistica nazionale e internazionale, per condividere riflessioni, umori, sentimenti e incertezze, affidandoci al pensiero, all’immaginazione e alla creazione, per dar vita a ciò che ancora non conosciamo e che desideriamo nasca dal dialogo e possa essere nuovo stimolo di ricerca condivisa.
 

Un contenitore di trasformazione e attivazione di comunità, in cui possano crearsi le condizioni per far fiorire la sperimentazione, la produzione, la ricerca artistica: questo il Mattatoio è sempre stato e vogliamo che continui a essere, in modi inediti e immaginativi, anche in questi giorni. Attraversiamo questa sospensione momentanea senza l’imposizione di formule date o frettolose, senza la volontà di rincorrere un tempo diverso e produttivo, ma provando a dedicarci uno spazio lento di ricerca, in attesa di poter tornare a percorrere e ad abitare insieme, come una sineddoche di tutti i nostri spazi, urbani e non, il Mattatoio.

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