Esercitazione del corso di II livello in recitazione
regia Liv Ferracchiati
con Edoardo Carbonara, Domenico Columbro, Samuel Di Napoli, Francesca Dolci, Francesca Iasi, Giorgia Indelicato, Riccardo Martone, Stefano Poeta.
dramaturg Eliana Rotella
costumi Laura Dondi
luci e suono Giacomo Agnifili
«Inventare il linguaggio inespugnabile che distruggerà le partizioni, le classi e le retoriche, le regolamentazioni e i codici, immergersi, tagliare, andare oltre la riserva ultima - il discorso, incluso quello che ride all'idea stessa di pronunciare la parola "silenzio", quello che, mirando all'impossibile, si ferma prima della parola "impossibile" e la scrive come "la fine"». (da “Il riso della medusa. Manifesto femminista” di Hélène Cixous)
“Rivoluzionare il linguaggio (sovvertirlo)” sono le prime parole di “Revolt. She Said. Revolt Again”, testo commissionato nel 2014 dalla Royal Shakespeare Company ad Alice Birch che sembra avere le sue radici proprio nel paradigma del sovvertimento, in primis linguistico. Ancora prima di arrivare a rivoluzionare il mondo, il lavoro o il corpo, la forma di quest’opera, quasi il negativo fotografico di un manifesto, rende chiaro che la rottura con un vecchio ordine del mondo inizia dalle parole con cui ne abbiamo tessuto la narrazione. Nell’opera della Birch, infatti, il seme di rovesciamento scenico e drammaturgico passa precisamente dall’alterazione della prevedibilità dell’andamento dialogico, il granello infilato chirurgicamente a bloccare il meccanismo dell’oppressione. Basta una parola perché tutto l’impianto cada, e ci scopra nelle proprie fragilità societarie, nei vuoti lasciati da una cultura dominante inadatta a reggere la complessità del presente. «Un testo femminile non può non essere più che sovversivo. È vulcanico; mentre viene scritto provoca un sconvolgimento della vecchia crosta di proprietà, portatrice di investimenti maschili; non c'è altra via» (da “Il riso della medusa. Manifesto femminista” di Hélène Cixous). E forse è per questo che, ci avvisa l’autrice, «soprattutto, questo non dovrebbe essere uno spettacolo perbene».
Ingresso gratuito con prenotazione su: prenotazioni-pelanda@accademiasilviodamico.it