VEGA

7 - 15 marzo 2022

Prender-si cura
La Pelanda
Prender-si cura
La Pelanda

 

Cos'è per te il tempo della ricerca e della sperimentazione?
 

Per noi è un tempo fondamentale. Il nostro lavoro parte sempre dalla ricerca, teorica e storica. Più o meno volontariamente partiamo sempre da un’analisi sul tempo, concentrandoci su un tema o su un evento a cui per qualche motivo vogliamo ridare spazio nel nostro contesto. Riduciamo così l’oggetto della nostra ricerca a una molecola isolata, come fosse l’essenza o l’anima, qualcosa che esisteva e che continua ad esistere, ma che in qualche modo e soprattutto ritroviamo dentro di noi. Abbiamo iniziato VEGA proprio perché ci abbiamo trovato dentro uno spazio per sperimentare. Ci piace lavorare con il video, la performance, il testo, i medium più slegati dagli spazi e dalle regole di mercato, e questo non è un caso. Ci piace anche creare degli spazi dove far dialogare artist* e ricerche diverse con la nostra. Per noi fare arte è forse in effetti solo un pretesto per ricercare e sperimentare. 

 

In che modo la tua pratica è influenzata dallo spazio di una residenza artistica?

 

Lo spazio di una residenza è un po’ uno spazio sacro, vi si svolge il rito preparatorio che porta alla sublimazione delle idee, è lo spazio sicuro in cui le idee ancora non sono uscite nel mondo. E' una gestazione che viviamo interpretando il ruolo del bambino, in uno spazio sconosciuto, che piano piano diventa sempre più casa, per poi lasciarlo quando è il momento. È una possibilità che si apre, sia personalmente che artisticamente, di guardare alle proprie idee da punti di vista nuovi.

 

Come dialogano cura e ricerca artistica?

 

Curare è per noi un processo collettivo, sia che parta o che ritorni al sé - qualcosa di molto simile alla ricerca, che nasce dalla propria sensibilità ma che necessita uscire, per cambiare, approfondire e crescere. Parte di quello che facciamo con VEGA è anche curare, assieme ad altri, episodi o situazioni in cui si incontrano persone e pratiche diverse assieme alle nostre, per sperimentare e per portare avanti la ricerca in direzioni inedite e ibride.

 
 

VEGA è un duo di artisti visivi e registi fondato da Tommaso Arnaldi e Francesca Pionati. 

La loro pratica nasce dall’urgenza di sviluppare una relazione tra elementi definiti o già contestualizzati (materiali d’archivio, storie, tradizioni, riti) e teorie, linguaggi ed estetiche contemporanee, in un racconto orientato all’eliminazione degli elementi stabilizzanti, che permetta a ciò che è sommerso di venire alla luce.

Ricercano soprattutto mitologie e personaggi dall’Italia, impressionati da una visione gotico-cosmico-mediterranea. Nella loro ricerca di zone autonome di espressione, esplorano il link tra esperienze del passato e quello che per loro è cruciale nella contemporaneità (dalla cultura visiva alla tecnologia, alla filosofia, la politica e l’ecologia).

Nata nell'intersezione tra video arte e cinema, la loro ricerca incorpora elementi di performance, nel tentativo di integrare la fisicità e la presenza del corpo e l’immaterialità del video, ibridandole.

@vega.kollective

parte di

dal 1 dicembre 2021
residenze a porte chiuse
 
Prender-si cura è il nome del programma di residenze di ricerca e produzione artistica, ideato e curato da Ilaria Mancia, che si svolge negli spazi de La Pelanda del Mattatoio. Un gruppo di artiste e artisti sono invitati a sviluppare la propria ricerca, spaziando dalla danza alla performance teatrale, dall’arte visiva, alla musica e al video.

Programma

1 maggio - 1 luglio 2022
residenza a porte chiuse
30 maggio - 8 giugno 2022
residenza a porte chiuse
5 - 9 giugno 2022
residenza a porte chiuse
Padiglione 9B, Performer: Prinz Gholam
13 luglio, ore 12-13
SOLO SU INVITO
13 luglio, ore 12-13
13 luglio, ore 12-13