A cura di Paola Lagonigro e Laura Leuzzi
Mostra promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio – Città delle Arti
Realizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Latitudo
Esplorando il confine tra reale e virtuale, la quadrilogia The Abstract Films - Yellow Film, Black & White Film, Red Film e Blue Film (2023–2025) di Chiara Passa invita lo spettatore a una partecipazione interattiva e a un’esperienza immersiva negli spazi della Pelanda.
Le opere, caratterizzate da un’estetica minimalista, contrassegnata da geometrie solide e dalla musica elettronica, presentano una struttura non lineare e mutevole, dove ogni film prevede un’interazione di tipo diverso, che va dalla manipolazione di oggetti fisici alle scelte operate dall’AI. La narrazione si rompe e diventa ogni volta diversa, immergendo lo spettatore in un’esperienza sempre diversa, capace di coniugare immagini audiovisive, scultura e approccio ludico.
I quattro Abstract Films, nati dalla pluriennale ricerca dell'artista romana su spazio, astrazione, e interattività, instaurano un dialogo diretto con la fisicità ruvida e stratificata del Mattatoio, le cui superfici segnate dal tempo, le strutture metalliche e le volumetrie irregolari dello spazio diventano parte integrante dell’opera, generando una tensione continua tra memoria materiale e immaginazione algoritmica capace di generare configurazioni visive dinamiche, aperte e in continua trasformazione.
L’incontro tra archeologia industriale e astrazione digitale genera un campo di forze in cui materia, luce e movimento si riscrivono reciprocamente. Attraverso prompt AI,
oggetti e dispositivi interattivi, il pubblico è invitato ad attivare una narrazione fluida e non lineare, dove la memoria del luogo si intreccia con la proiezione astratta di nuovi spazi possibili e creativi.
Lo spazio del Mattatoio diventa una membrana computazionale attraversata da immagini algoritmiche, interazioni sonore e architetture astratte in costante mutazione.
Ciascuno dei quattro film presenta una diversa modalità di interazione per il pubblico:
- Yellow Film offre un remix narrativo attraverso trenta buste interattive a ritmo di una colonna sonora elettronica di suspense.
- Black & White Film consente una manipolazione narrativa attraverso trenta oggetti scultorei e sequenze al ritmo di un tecno minimalismo sonoro.
- Blue Film consente un'interazione tramite un prompt AI ed effetti sonori remixati che guidano un’esperienza dinamica e mutevole.
- Red Film propone un prompt AI e interazioni sonore e cromatiche che reindirizzano continuamente il flusso narrativo.
The Abstract Films compongono un ecosistema immersivo e partecipativo in cui l’architettura si espande, si riflette e si dissolve in astrazioni digitali. Il pubblico diventa parte di una nuova cartografia emotiva, dove memoria urbana, archeologia industriale e sistemi digitali coesistono nello stesso spazio.
Chiara Passa è un’artista italiana che esplora le architetture digitali immersive e le trasformazioni dello spazio attraverso realtà aumentata, realtà virtuale e ambienti audiovisivi interattivi. Attiva nella media art dalla fine degli anni Novanta, la sua ricerca indaga le relazioni tra spazio fisico e virtuale, sviluppando ecosistemi percettivi in cui immagini algoritmiche, architetture digitali e interazione ridefiniscono continuamente l’esperienza dello spettatore.
Il suo lavoro è esposto internazionalmente da gallerie, festival, conferenze, musei e istituzioni, tra cui: «RomaEuropa Festival», Ex Mattatoio, Roma (2025); «META-PAN», Palazzo Arte Napoli (2024); «Object (RE) Oriented Reality», mostra personale, galleria Panke, Berlino (2023); «Still Life», mostra personale, Zabludowicz Collection Museum, Londra (2021–2022); «MADATAC XI – Bienal Virtual de Arte de los Nuevos Medios Digitales», Madrid (2020); «Object Oriented Space», mostra personale, Museum MLAC, Roma (2019); «Virtual Natives Sculpture», Roehrs and Boetsch, Zurigo (2019); «Oslo Night Show», HEK Museum, Basilea (2018); «InSonic Immersive show», ZKM | Center for Art and Media, Karlsruhe (2017); «The Ways of Something», Whitney Museum of American Art, New York (2016–2017); «From Live Architecture: Dimensioning», mostra personale, Furtherfield, Londra (2016); «Off Biennale Cairo» (2015–2016); «ISEA Disruption», Vancouver Art Gallery (2015); «Morphos», Vortex Dome – immersive media, Los Angeles (2014); «Media Art Histories IV – RENEW», Riga (2013); «FILE | Electronic Language International Festival», São Paulo (2011); «Electrofringe – Festival of New Media Art», Newcastle, Australia (2008); «BizArt Center», Shanghai (2005); «MACRO – Museo d’Arte Contemporanea», Roma (2004); 11° Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo: «Cosmos – A Sea of Art», Atene (2003); XIV Quadriennale, Palazzo Reale, Napoli (2003); «48a Biennale di Venezia» (con il gruppo Oreste), Venezia (1999); «Fondazione Bevilacqua La Masa», Venezia (1999).
Paola Lagonigro è storica dell’arte e ricercatrice. È stata assegnista di ricerca all’Università Roma Tre e, precedentemente, in Sapienza Università di Roma, dove ha anche conseguito il dottorato in Storia dell’arte contemporanea. Nello stesso ateneo, attualmente insegna Informatica applicata ai beni culturali. Le sue ricerche sono incentrate sui rapporti tra arte e tecnologia, con una particolare attenzione al contesto italiano e all’emergere dei media digitali nel secondo Novecento. A questi argomenti ha dedicato numerose pubblicazioni, tra cui il libro Immagini digitali nell'era analogica. Computer art in Italia negli anni Ottanta (De Luca 2025). È curatrice storica dell’arte presso la Galleria d’Arte Moderna di Roma.
Laura Leuzzi è una storica dell’arte contemporanea e curatrice. Attualmente è Chancellor’s Fellow presso la Gray’s School of Art (Robert Gordon University, Aberdeen, UK).
È autrice di articoli e saggi pubblicati in libri e cataloghi di mostre; la sua ricerca si concentra sui nuovi media, le storie della videoarte europea, arte e femminismo. È inoltre co-curatrice di diverse pubblicazioni, tra cui REWINDItalia. Early Video Art in Italy (2015) e EWVA European Women’s Video Art in the 70s and 80s (2019), e più recentemente Incite. Digital Art and Activism (2023). Ha curato mostre, proiezioni ed eventi in diverse sedi nel Regno Unito, in Svizzera e in Italia, tra cui The Summerhall (Edimburgo), il Walcheturm (Zurigo) e il festival Over the Real Festival a Lucca, e ha tenuto conferenze e lectures in gallerie, musei e centri d’arte, tra cui la Tate Modern, il Bozar (Bruxelles), la British School at Rome e il CCA Glasgow.
È co-fondatrice e direttrice della RE_EXHIBIT Rewind Online Gallery.