RESIDENZA

Elena Forin, curatrice
Chiara Casarin, curatrice

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Elena Forin dialoga con Chiara Casarin

 
Ho ricevuto l’immagine di una architettura che cresce grazie al lavoro di tante maestranze e di tante persone. È un’opera collaborativa, che vede il proprio compimento se tutti gli ingranaggi funzionano. Il termine legato a questa immagine è “residenza”. Così ho pensato alle connessioni che sono auspicate e che si cercano quando un artista incontra un luogo, una realtà, un contesto e deve pensare e dar vita a un’opera: A Collection nasce da una residenza che è un incontro pratico tra la visione di un artista e quella di un collezionista che è anche un imprenditore visionario, Giovanni Bonotto. Quali risvolti ha questo incontro per te che curi il progetto? Quali sono gli elementi che compongono la formula unica di questo incontro tra arte, visione e produzione?
Elena Forin, curatrice
 
 
A Collection è una sinfonia e il momento della residenza sono le prove in sala. Come in un concerto in cui tutti gli strumenti, che per molto tempo si sono allenati da soli, si riuniscono e si muovono all’unisono dando vita a un’opera unica. Quando gli artisti arrivano davanti al telaio che sta tessendo il loro arazzo, l’emozione è grande. Un crescendo che trova il suo apice quando prendiamo l’opera finita, per la prima volta, la stendiamo a terra e tutti attorno la ammiriamo. La presenza degli artisti durante le fasi di creazione degli arazzi è determinante: stabiliscono lentamente un dialogo con i filati, si ascoltano, si cercano finché non scatta quel click che permette loro di partire. È una scoperta reciproca. Da un lato noi possiamo solo intuire come sarà il lavoro di un artista una volta tradotto in arazzo, ci concentriamo sugli ingredienti: materiali, colori, texture e quelle piccole interpretazioni che rendono la traduzione unica. Dall’atro lato l’artista si affida alla sapienza artigianale e scopre la potenza di una collaborazione che amplifica incredibilmente la forza originaria del lavoro stesso.
Chiara Casarin, curatrice
  
 

 

Chiara Casarin è una curatrice, Giovanni Bonotto un imprenditore. Insieme portano avanti il progetto A Collection, che prevede una residenza artistica ma in una formula particolare: non un periodo di lavoro per formalizzare un progetto ad hoc, ma un incontro tra artista, curatore e imprenditore finalizzato a realizzare un arazzo. Bonotto è infatti un produttore di tessuti, un collezionista, e specialmente uno uomo che sa vedere il mondo con lo sguardo dell’artista. Ha messo a punto A Collection per coinvolgere i nomi del presente in un percorso produttivo in cui maestranze diverse si uniscono, e in cui il filato viene creato appositamente per l’occasione con materiali plastici raccolti dal mare, coniugando quindi mercato, produzione, competenza, opera, linguaggio ed ambiente.
In questo progetto, è lo scambio tra le figure di un contesto produttivo, estetico e concettuale a essere la chiave di tutto, a differenza di molte realtà che offrono uno spazio di residenza ma non consentono una vera interazione con il contesto in cui l’artista lavora. L’opera si traduce in un linguaggio poco consueto, che presuppone un’analisi approfondita dell’opera e delle sue componenti visive. Quindi: ripensare i linguaggi, ripensare la consistenza dell’opera, ripartire dalla produzione, intendere la residenza come un sistema che coinvolge non solo l’artista ma tutto il circuito in cui il suo lavoro si inserisce. In questo momento credo sia importante pensare a tutti gli attori: in A Collection confluiscono tutte queste cose. 
Elena Forin, curatrice
 
 


 

Elena Forin è curatore indipendente e un membro dell’IKT, l’Associazione Internazionale dei Curatori. La sua ricerca unisce l’interesse per i più recenti sviluppi artistici –installazione, video, performance, pratiche sociali, collaborative e site specific- e le loro radici storiche degli anni ’60 e ’70.
Tra il 2009 e il 2011 ha curato per il MACRO, Museo d’Arte Contemporanea Roma, varie mostre tra cui le personali di Urs Lüthi (con L.M. Barbero), Jacob Hashimoto, Jamie Shovlin, Sarah Braman, Esther Stocker e Riccardo De Marchi (con L.M. Barbero) e i progetti speciali di Arcangelo Sassolino, Arthur Duff, Carlo Bernardini e Giuseppe Stampone. Con LaRete Art Projects ha curato mostre collettive come Click or Clash? Strategie di collaborazione (Marco Giovani, Niklas Goldbach, Yves Netzhammer; con J. Draganović), Pronti a fare un salto? (Triennale di Milano), ZOOM IN (Progetto Speciale e Premio) e Video Lounge: NBK, Neue Berliner Kunstverein (Art Miami, Miami, FL), e personali di Suara Welitoff, Silvano Tessarollo (con J. Draganović), David Rickard e Roberto De Pol. Coordina Talk | Show, un ciclo di conferenze sulla site specificity (Galleria civica di Modena), collabora con varie istituzioni internazionali (Kunsthalle Osnabrück, Germania; Łaźnia Center for Contemporary Art, Gdańsk, Polonia) per la realizzazione di progetti espositivi e scientifici, e con realtà indipendenti.

 
Chiara Casarin (Treviso, 1975) Dal 1997, è curatore di esposizioni collettive e personali di artisti contemporanei per enti pubblici e privati in Italia e all’estero, è consulente per collezionisti e musei. E' membro del Comitato Scientifico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, della Biblioteca Internazionale La Vigna di vicenza e componente della Commissione di studio per il nuovo Bailo dei Musei Civici di Treviso. Laureata in Storia dell’Arte all’Università degli Studi di Bologna e Dottore di Ricerca in storia dell’arte contemporanea (Scuola Studi Avanzati, Venezia – Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Parigi) dalla dissertazione ha pubblicato il saggio “L’autenticità nell’Arte Contemporanea”, ZeL Edizioni, Treviso, 2015. Il suo percorso professionale coniuga la valorizzazione delle collezioni storiche dei musei con la ricerca sull’arte contemporanea e l’applicazione delle tecnologie digitali per la conservazione e la divulgazione del patrimonio storico artistico.
 
Giovanni Bonotto nel 2018 vince il premio come “Sustainable Producer” ai Green CarpetFashion Awards di Camera Nazionale della Moda Italiana presso il Teatro alla Scala di Milano e, per l’occasione, ne riveste interamente la facciata con un arazzo realizzato con filati ricavati dalla plastica riciclata. Giovanni Bonotto, cresciuto insieme agli artisti più importanti della scena internazionale, ha da sempre coltivato una filosofia che unisce la produzione artistica con quella manifatturiera in un’ottica culturale pionieristica, ed è diventato ambasciatore di un nuovo modo di pensare e di produrre.
 
A COLLECTION è una collezione visionaria di dieci progetti di altrettanti artisti realizzati in arazzo da Giovanni Bonotto, a cura di Chiara Casarin.
A COLLECTION unisce pensieri e mani dove una tradizione millenaria si confronta con l’espressione artistica del presente.
A COLLECTION intreccia la ricerca contemporanea di giovani e affermati artisti del panorama italiano con la visione creativa delle nuove tecniche di tessitura. A partire da straordinari filati ottenuti dalla lavorazione della plastica riciclata vengono realizzati grandi arazzi in cui progettualità artistica e cura del pianeta si fondono.
A COLLECTION testimonia quanto sia possibile, con la ricerca tecnologica e la creatività, unire l'attenzione per l'ambiente alla produzione di oggetti di lusso.
A COLLECTION è la materializzazione di un semplice assunto: i filati ottenuti dal riciclo della plastica, grazie alle loro infinite cromie e matericità, vanno a comporre grandi arazzi dettagliati e raffinatissimi. Un progetto di Giovanni Bonotto Chiara Casarin.
a-collection.org